Convenzione

per il riordino, la gestione e la promozione

degli archivi comunali del territorio cremasco

 

(approvata nella riunione pubblica del 31 luglio 2003, tenutasi presso il Comune di Campagnola Cremasca,

tra i sindaci dei primi quattro Comuni aderenti all’iniziativa)

 

 

La convenzione, studiata per la promozione e valorizzazione degli archivi gravitanti nell’area del cremasco, si basa su fondate motivazioni storico - istituzionali che inducono alla costituzione di una struttura funzionale per lo studio, attraverso le carte d’archivio, dei singoli profili dei Comuni che hanno contribuito alla formazione ed allo sviluppo del territorio cremasco.

L’analisi dell’origine di questo territorio, affonda le sue radici in epoche remote e fitta è la letteratura esistente in proposito, alla quale si rimanda.

Per il nostro particolare interesse, rivolto in primo luogo agli archivi, si intende approfondire la ricerca sulla formazione della struttura amministrativa generatasi nel Medio Evo per regolamentare le aggregazioni di persone, accomunate da intenti commerciali e di sicurezza, nonché di tutela degli interessi personali nell’ambito delle nuove comunità che si andavano strutturando nei borghi rurali così come all’interno ed intorno ai castelli.

 

LE PREMESSE

 

La bibliografia, se in ambito nazionale è assai vasta e chiarificatrice, in ambito locale si fa esigua, anche se di buon livello.

Il testo fondamentale di riferimento per il territorio cremasco, è senza dubbio il lavoro di Giuliana ALBINI, Crema e il suo territorio alla metà del secolo XIV; tesi di laurea discussa presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Milano, relatore, G. Martini, anno accademico 1972 - 73, che per la prima volta affrontò con metodo scientifico ed in maniera esaustiva, l’approfondimento dello studio sulla struttura amministrativa che a Crema e nel cremasco, servì a regolare la vita quotidiana, dagli scorci del XIV secolo con le modifiche intercorse verso la metà del XV secolo, momento in cui subentrò la dominazione della Serenissima che perdurò fino all’avvento di Napoleone, nel 1796, per passare al Regno Lombardo Veneto, nel 1814 e culminato nel 1861 con l’Unità d’Italia.

Un altro valido supporto è fornito dai dati tecnici, riportati nel volume riferito alla provincia di Cremona, edito dalla Regione Lombardia nel 2000 ed intitolato Civita. I curatori hanno riportato un insieme di notizie correlate che illustrano competenze, attività, organizzazione e articolazione funzionale dei soggetti istituzionali produttori, desunte da documenti fondamentali per lo studio del profilo storico amministrativo dei singoli comuni. Le fonti di riferimento, note perlopiù ai frequentatori della materia, sono oggi alla portata di tutti:

 

- Statuti di Crema del 1536.

 

-Registri d' estimo di Crema e suo territorio (estimo veneto, 1685), Archivio di Stato di Cremona, Ufficio distrettuale imposte dirette, nn. 1-56.

 

-La costituzione della repubblica cisalpina emanata il 20 messidoro anno V (8 luglio 1797) stabiliva la divisione del territorio in dipartimenti. Raccolta delle leggi- proclami- ordini ed avvisi pubblicati in Milano nell'anno V repubblicano- Milano s.d. (1797).

-Legge 23 fiorile anno IX sulla divisione in dipartimenti- distretti e comuni del territorio della Repubblica Cisalpina (13 maggio 1801)- Raccolta delle leggi- proclami- ordini ed avvisi pubblicati in Milano nell'anno VI repubblicano- Milano s.d. (1801).

-Decreto 8 giugno 1805: Decreto sull'Amministrazione pubblica e sul Comparto territoriale del Regno- Bollettino delle leggi del Regno d'Italia- Milano 1805- I.

-Decreto 4 novembre 1809: Compartimento territoriale per la concentrazione dei comuni nel Dipartimento dell'Alto Po - Bollettino delle leggi del Regno d'Italia - Milano 1809- I.

-Notificazione 12 febbraio 1816: Notificazione governativa sulla compartimentazione delle province lombarde - Atti del governo lombardo - Milano 1816- I.

-Legge 23 ottobre 1859 sull'ordinamento comunale e provinciale, Raccolta delle leggi, regolamenti e decreti, Milano 1860 - I.

 

- Registri catastali del territorio cremasco, 1815, Archivio di Stato di Cremona

 

Il Censimento del 1985 sugli archivi cremonesi, rimasto in bozza, evidenziò la notevole consistenza di atti risalenti ai secoli dal XV al XVIII nell’area cremasca, in contrapposizione con la scarsa esistenza documentazione di antico regime negli archivi dell’area più propriamente cremonese. Le dispersioni degli archivi delle comunità potrebbero essere una conseguenza indotta dalla riforma del 1757 che si estese sistematicamente ai territori della sola Lombardia austriaca. La conservazione degli archivi dei comuni fu affidata ai cancellieri distrettuali, l’organo dell’amministrazione periferica preposto con funzioni di controllo sulle amministrazioni locali, introdotto dalla stessa riforma. Sicuramente in precedenza si erano già avute dispersioni degli archivi delle comunità, specialmente nei comuni presenti nelle zone dove più intensa era stata la presenza del feudo nobiliare. In questi casi le dispersioni potevano essere avvenute per opera dello stesso feudatario, cui la concessione feudale assicurava in molti casi un pieno controllo sull’amministrazione locale e sulla sua gestione finanziaria, consentendogli nei fatti di conservare nel proprio archivio privato anche la documentazione prodotta dall’esiguo apparato amministrativo locale.

L’identità storica di questo territorio è forte, essendo rimasto unito, anche se sotto diverse dominazioni, dalla metà del XV secolo all’Unità d’Italia.

Con denominazioni diverse, gli ambiti circoscrizionali furono fondamentalmente mantenuti, imponendo caratteristiche a queste terre di confine che amalgamarono gli abitanti, colonizzatori di queste terre strappate alle paludi sopravvissute al mitico lago Gerundo, tracciandone indelebilmente il carattere.

L’ambito nel quale si intende agire è ampio, si estende per 25.000 km² con una popolazione residente di 80.000 abitanti (Censimento 2001).

In questi anni, sono stati limitati gli interventi di riordino generale sugli archivi dell’ambito cremasco e importanti fondi devono ancora emergere dall’oblio nel quale giacciono da lungo tempo.

Un primo tentativo di apertura al nuovo corso che ormai da anni interessa la sfera degli archivi comunali e che deve destare l’attenzione delle Autorità preposte al coordinamento delle risorse, è quello avviato da un gruppo di Comuni appartenenti all’area dell’ex Distretto di Offanengo (vedi di seguito i profili istituzionali dei soggetti produttori coinvolti), con a capo il Comune di Pianengo, rappresentato dal sindaco, Mara Baronchelli, che si è fatta attiva promotrice dell’iniziativa.

È interessante osservare come dallo scarso interesse, dimostrato dai grandi centri per le tematiche inerenti gli archivi, si distacchino le realtà minori, dimostrando l’attaccamento alla documentazione che testimonia la loro storia.

I ridotti bilanci costringono ad economie di mercato, quindi i primi quattro sindaci contattati per poter avviare il progetto hanno aderito senza riserve.

 

I SOGGETTI COINVOLTI

 

I Comuni aderenti al progetto iniziale sono:

 

  PIANENGO   rappresentato dal sindaco MARA BARONCHELLI

  CREMOSANO  rappresentato dal sindaco RAFFAELE PERRINO

  CAMPAGNOLA CREMASCA  rappresentato dal sindaco GIORGIO GELATI

  OFFANENGO  rappresentato dal sindaco GABRIELE PATRINI

 

A questo primo gruppo potranno in seguito aderire altri Comuni, purché insistenti nel territorio individuato nel programma.

 

L’ATTIVITÁ

 

Per i Comuni aderenti al progetto, si profila una casuale quanto analoga necessità d’intervento sui rispettivi archivi: l’identità storica comune ha generato situazioni logistiche comuni.

Esigenza fondamentale, dopo l’analisi e l’approfondimento dei singoli profili istituzionali, sarà verificare la corrispondenza degli inventari esistenti nei Comuni con la documentazione depositata negli archivi. Nel corso degli anni, i traslochi sopportati dalle carte per il susseguirsi di aggregazioni e ricostituzioni di Comuni denominativi, hanno generato una situazione di estrema commistione tra i fondi con sovrapposizioni che oggi rendono complessa l’interpretazione della struttura logistica di ogni singolo archivio. Contestualmente a questa prima verifica, si andranno a ricostruire le sezioni d’archivio che già furono riordinate, per verificare poi la qualità degli interventi ed in ottemperanza con quanto disporrà la Soprintendenza archivistica di Milano, si procederà ad una migliore descrizione delle singole unità, o se necessario ad una completa ricostruzione della struttura originaria dei fondi stessi.

L’inventariazione dei documenti sarà realizzata con l’utilizzo del software Sesamo, gratuitamente concesso dalla Regione Lombardia, attraverso il quale saranno possibili interrogazioni e stampe di dati mirati, sulla base delle esigenze dell’utenza.

 

LE RISORSE ECONOMICHE

 

Si è già accennato alla necessità di unire intenti e risorse fra più soggetti, per ottenere buoni risultati con una necessaria economia degli investimenti, in questo senso si attiveranno le strutture competenti per rivolgersi agli Enti istituzionalmente preposti al fine di ottenere contributi economici per la prosecuzione del progetto.

La Regione Lombardia da tempo contribuisce al finanziamento di progetti finalizzati alla tutela ed alla valorizzazione degli archivi e delle iniziative culturali correlate. A tal fine nei modi e nei tempi previsti dalle disposizioni regionali si presenteranno gli estremi del progetto per ottenere contributi economici.

Non si esclude la possibilità di accesso a risorse private dove la vacanza delle pubbliche non permetta la realizzazione del progetto stesso.

 

Hanno già stanziato fondi per iniziare i lavori sia il comune di PIANENGO, con il progetto di riordino dell’archivio storico già approvato ed in corso d’opera,  che quello di OFFANENGO.

CREMOSANO ha in corso lavori strutturali all’edificio che ospiterà l’archivio, quindi per il momento partecipa con la delibera di adesione al progetto e con un piano di riordino in bozza che troverà esito nel prossimo anno (2004). CAMPAGNOLA, analogamente aderisce al progetto con un piano di riordino in bozza che per motivi di bilancio, sarà finanziato nel 2004.

 

IL SITO WEB

 

Per perseguire una politica di trasparenza e di massima apertura verso la possibilità di suggerimenti ed interventi di Enti o soggetti esterni, interessati all’ambito di riferimento del progetto, si è costruito un sito web, nel quale possano essere seguiti, in tempo reale, gli sviluppi delle tappe che si raggiungeranno per la realizzazione degli intenti prefissati.

Tutti i Comuni aderenti hanno versato la quota stabilita per l’attivazione del sito.

 

LE FINALITÁ

 

Il progetto prevede, oltre all’informatizzazione degli strumenti di corredo esistenti e di nuova compilazione, con la possibilità di diffusione nella rete informatica, di attivare con le scuole insistenti sul territorio un ciclo di mostre documentarie a tema (concordato con i docenti sulla base dei programmi in corso), per l’approfondimento di determinati periodi storici, attraverso la lettura delle carte che illustreranno come fu vissuta la storia in ambito locale. Nel caso in cui il contesto rispondesse alle linee di progetto, si potrà prevedere la realizzazione di supporti video per la condivisione dell’esperienza con altre realtà.

Ogni traguardo conseguito verrà presentato, programmando incontri a tema per divulgare i progressi ottenuti.

Ampi spazi saranno privilegiati per favorire il dibattito di approfondimento sulle tematiche inerenti la divulgazione delle preziose informazioni conservate negli archivi, illustrando le possibili chiavi di lettura, dirette ed indirette offerte dai documenti, ma anche indirizzate agli aspetti riguardanti la conservazione delle carte e le possibilità di riproduzione digitale.

 

Queste premesse sono ampie ed ambiziose, ma le opportunità ipotizzate in sede progettuale sono molteplici e riguardano anche aspetti prettamente amministrativi: a titolo esemplificativo si potrà procedere alla digitalizzazione delle schede anagrafiche collegate ai Censimenti 1901, 1936, 1951.

Con il Comune di Offanengo, inoltre, è già in corso un primo esperimento per l’informatizzazione dei registri dello Stato civile della Parrocchia di S. Maria Purificata. Per il territorio cremasco, si consideri che la Curia conserva i registri anagrafici e di Stato civile solo a partire dal XVIII secolo, per tale ragione è fondamentale duplicare i registri dal XVI al XVII secolo, essendo, per quanto detto, unici.

 

L’ approccio ipotizzato nel progetto, appare basato su concrete realizzazioni che potranno svilupparsi in un articolato percorso, delineato dalle esigenze dei singoli soggetti coinvolti.

 

LA SEDE OPERATIVA

 

Ogni Comune manterrà il proprio archivio presso la propria sede, ma è necessario che il coordinamento del progetto avvenga in una luogo comune che per motivi territoriali, si prevede di individuare presso il Comune di Pianengo.

Una postazione informatizzata con una casella di posta elettronica dedicata, serviranno a mantenere i contatti tra i soggetti aderenti, con il pubblico dei ricercatori e degli interessati a vario titolo.

 

GLI INVESTIMENTI A BREVE TERMINE

 

La necessità di mantenere attiva e funzionale la struttura operativa che si sta delineando, oltre all’onere per il funzionamento del sito web,  prevede l’impiego di una persona con un monte ore annuale da definire, su questa base sarà necessario quantificare la somma necessaria ripartendola fra i Comuni aderenti.

Questo servizio, sarà attivato solo dopo il riordino del primo archivio che diverrà consultabile dopo le approvazioni di competenza della Soprintendenza archivistica.

 

 

Pianengo, lì 31 luglio 2003

 

                                                          Marco Giovanni Migliorini

                                                                   archivista paleografo

 

        

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