RESTAURO DEL REGISTRO DI STATO CIVILE DEL 1578

E PUBBLICAZIONE DEL VOLUME SULLE FAMIGLIE RESIDENTI A PIANENGO NEL CINQUECENTO

 

 

   

Prima e dopo il restauro curato da Luciano Sassi di Isola Dovarese

 

 

A PIANENGO IL 17 DICEMBRE 2005 E’ STATO PRESENTATO IL PRIMO VOLUME

DELL’ ATLANTE dei COGNOMI CREMASCHI

 

PREMESSA

 

   Nell’Ambito delle ricerche storiche avviate con il Progetto “Archivi del territorio cremasco”, si sono evidenziate alcune necessità d’intervento, da ritenersi prioritarie per la salvaguardia del patrimonio storico-documentario esistente nella nostra Provincia.

Negli incontri e nei convegni svolti, si sono rilevate le strette connessioni esistenti tra gli archivi comunali e quelli parrocchiali per gli approfondimenti in campo storico-antropologico ed in particolare per lo studio dettagliato delle migrazioni della popolazione e gli approfondimenti sulla tipologia delle attività lavorative, a partire dal XVI secolo. Fu infatti sancito, nella XXV sessione del Concilio di Trento, era il 1563, l’obbligo ai parroci di registrare la nascita, il matrimonio e la morte dei cittadini residenti nell’ambito parrocchiale. Con cadenza annuale i rettori della Parrocchia annotarono i dati richiesti compilando inoltre gli Status animarum, comparabili agli attuali registri di popolazione.

 

I REGISTRI PARROCCHIALI DEL CREMASCO: un caso particolarmente delicato

 

    Per il territorio sottoposto alla Curia di Crema, i registri di Stato civile di cui abbiamo parlato, hanno la particolarità di essere unici, in quanto presso l’archivio diocesano non esistono le copie di tali documenti perché dispersi. Nell’archivio della Curia di Cremona fortunatamente esistono i duplicati dei registri parrocchiali che i parroci inviavano regolarmente.

Per questa serie di considerazioni sarebbe auspicabile approntare un progetto specifico, per la duplicazione in formato digitale di questo straordinario patrimonio documentario che in caso di perdita risulterebbe irrecuperabile indirettamente.

 

L’ARCHIVIO PARROCCHIALE DI PIANENGO

 

    Nel caso specifico, potrebbe essere interessante testare le difficoltà dell’avvio del progetto predetto, intervenendo direttamente sull’archivio parrocchiale di Pianengo.

Dopo il riordino degli atti antichi comunali, grazie alla sensibilità del sindaco Maria Antonia Baronchelli ed alla disponibilità del parroco don Rino Piloni, abbiamo scoperto una interessante serie di atti che meriterebbero un approfondimento scientifico.

Necessitano in primo luogo di una pulizia generale e di nuove unità di condizionamento (cartelle e fascicoli) essendo le attuali logore ed inservibili al loro scopo. In seguito si renderà necessario redigere un inventario analitico, perlomeno al riguardo degli atti più antichi.

Si è evidenziata la presenza di un importantissimo registro di nascita riferibile al 1578, data molto risalente rispetto alla consuetudine tardiva del cremasco ad ottemperare alle disposizioni tridentine, di solito attivate dal 1590.

Questo documento presentava gravi danni alle prime pagine con lacerazioni e piccole mancanze di testo, la presenza di muffe attive rendeva ogni giorno sempre più precaria la sua conservazione.

 

Con l’occasione della presentazione del restauro e riconsegna del registro al parroco, don Rino Piloni da parte dell’Amministrazione comunale che ha sostenuto le spese del restauro, verrà presentato e distribuito un libro che rende leggibile e quindi disponibile a tutti, il testo del prezioso manoscritto. L’autore ricostruisce attraverso la lettura delle registrazioni di stato civile, la composizione delle famiglie che popolavano Pianengo sul finire del ‘500.

 

 

Pianengo, lì 17 febbraio 2006

 

 

                                                                                                         Marco Giovanni Migliorini

                                                                                                               archivista paleografo

 

 

 

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